Scheda sintetica
Regione di elezione:
Lazio - Collegio: 9 (Roma Lido di Ostia - Fiumicino)
Nato:
il 25 aprile 1949 a Civitavecchia (Roma)
Residente:
Roma
Elezione:
13 maggio 2001
Proclamazione: 18 maggio 2001
Convalida: 12 giugno 2002
Segretario della Presidenza del Senato Gruppo AN

Membro della 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare)

Membro della Commissione d'inchiesta "Dossier Mitrokhin" e intelligence italiana

Autobiografia
Sono sposato, ho quattro figli. Sono nato a Santa Severa nella provincia di Roma il 25 aprile 1949, in un pomeriggio piovoso, vicino il mare. Mia madre, Luisa, forte e tenera come solo le donne abruzzesi sanno essere; mio padre, Pietro, aveva lasciato le montagne d’Abruzzo per lavorare alla bonifica di Maccarese.
Aveva quattordici anni e faceva l’acquaiolo: portava le fiasche di acqua fresca ai grandi che si spaccavano la schiena per strappare al fango un metro di terra. Mentre vivevo in libertà gli anni dei giochi, delle favole e poi della scuola i miei lavoravano duramente per tirare su me e i miei fratelli. All'inizio degli anni sessanta su un numero intrigante de “La Storia Illustrata” scopro la politica. Mio padre, non politico ma uomo onesto, era stato eletto consigliere comunale di Santa Marinella e seguivo con curiosità le discussioni e gli avvenimenti del tempo. Nel 1965 la mia famiglia si trasferisce a Roma. I primi tempi sono difficili. L'impatto con la grande città è doloroso e profondo. Nel 1967 inizio l'impegno politico. Nei movimenti giovanili di destra e poi nel MSI. Seguo la solita trafila: segretario giovanile, segretario di sezione, membro del comitato centrale del partito, consigliere circoscrizionale; comincio in una sezione e in un quartiere di frontiera, il Predestino, tra gente che ha pagato anche con la vita l’appartenenza al nostro mondo. Nella sede del Fronte della Gioventù mi ritrovo con Gianfranco Fini e Teodoro Buontempo. Per la gioia e l’orgoglio dei miei genitori riesco pure a trovare un lavoro in banca. Quel lavoro non mi piace molto, ma ho la fortuna di trovare un gruppo di amici veri con i quali ancora adesso percorro la mia vita ed il mio cammino politico e culturale: Stefano Cetica, Andrea Augello, Luca Panariello, Vincenzo Fratta, Gianni Alemanno, Sandro Giovannini...
Solo uno, quello con il quale ero più vicino e con il quale ho più condiviso il lavoro di squadra ha avuto il torto di abbandonarmi, Toni Augello. Mi occupo di sindacato, di politica, organizzo iniziative culturali che viste da sinistra e dai cosiddetti benpensanti suscitano polemiche e dibattiti. Per la prima volta a destra si rivisitano con spirito nuovo poeti, scrittori, politici ed intellettuali come Pasolini, Guareschi, Mazzini, Ginsberg, Marinettti, D’Annunzioe tanti altri. La destra comincia a pensare di cambiare volto.
Forse grazie anche al laboratorio culturale del Vertex (comunità di ricerca sul linguaggio poetico) alla cui costruzione partecipano insieme con me anche Sandro Giovannini, Agostino Forte, Enrico Squarcina, Giuliana Falcetta, Biagio Luparella… Comincio con loro a girare l’Italia portando in giro un messaggio diverso. Impegno culturale e impegno politico s’intrecciano, si fondono. Pubblico tre libri di poesie, articoli, saggi; organizzo manifestazioni politiche ed incontri culturali. La mia vita è una vita di corsa. E’ la mia vita, quella che voglio. Nel 1976 mi ero trasferito a vivere ad Ostia e nel 1989 vengo eletto in quel territorio consigliere circoscrizionale come unico rappresentante del MSI. Da quel momento è un susseguirsi di novità, di campagne elettorali e quindi di sfide. Nel 1993 a maggio, tra le mie braccia, muore mio padre. Nello stesso anno si svolgono a Roma le elezioni amministrative: tra i possibili candidati ad una carica di consigliere comunale ci siamo anche Toni Augello ed io. Lo spirito di amicizia e di squadra mi fanno rinunciare a quella candidatura in favore di Toni. Con il senno di poi, visti i risultati eccezionali per il partito in quelle elezioni, saremmo stati eletti sia io che Toni, ma è con orgoglio e con amicizia che rivendico il fatto che dedicai a Toni tutto il mio impegno per farlo eleggere. Toni nella mia circoscrizione prese più preferenze che in qualsiasi altra parte di Roma, compreso il suo quartiere: l’Aurelio. E' una grande soddisfazione.
Pochi mesi più tardi, nella primavera del 1994, mi ritrovo candidato alle elezioni politiche nel collegio di Ostia e Fiumicino. Per la prima volta in quel collegio viene eletto un rappresentante della destra. Vinco io (69.000 voti), vince la coalizione. Vince il centrodestra in tutta Italia.
La notte dei risultati fu esaltante. Il mio unico cruccio era che mio padre non fosse accanto a me. Inizia quindi l'attività parlamentare e prosegue il lavoro politico nel territorio e nel nuovo partito di Alleanza Nazionale. Per farmi le ossa finisco alla commissione Bilancio. Nel 1996 elezioni anticipate. In Italia come centro destra ci ritroviamo all’opposizione. Nel mio collegio rivinco aumentando i voti (74.500). Affronto una legislatura all'opposizione in commissione Cultura del Senato e nella Commissione Bicamerale sulle Stragi.
Nel 2000, appena tre giorni dopo il termine di un’avvincente campagna elettorale per le regionali nel Lazio, che ci vede trionfatori, Toni Augello ci lascia per sempre.
Nel 2001, nuove elezioni politiche: la Casa delle libertà torna al governo e nel mio collegio continuo a vincere e ad aumentare in voti (77.000). Dall'aula di Palazzo Madama vengo eletto segretario senatore entrando a far parte dell’Ufficio di Presidenza. Dopo un breve periodo passato in commissione sanità passo alla commissione agricoltura.
Sempre nel 2001 l’impegno politico mio e di tanti amici sul territorio (il famoso gioco di squadra) consente alla coalizione di conquistare anche XIII e XII Municipio e nel 2003 è la volta, storica, della vittoria del centrodestra al Comune di Fiumicino.
Tutte realtà queste che insistono nel mio collegio elettorale. Gli impegni dettati dall’attività legislativa si aggiungono a quelli derivanti dalla carica di responsabile dell’ufficio di An per Roma Capitale e di componente della direzione nazionale del partito.
Dopo tanti successi per il centrodestra inizia una lunga fase critica. Nel 2003 si perdono le elezioni provinciali di Roma e si fa una magra figura a quelle europee del 2004. Per quanto posso cerco di dare il mio contributo analizzando le cause della crisi che ritengo essere nel rapporto carente tra elettore e partiti politici della coalizione. Il vecchio modello di partito è superato. Faccio delle proposte e tra queste l’introduzione delle primarie. Le proposte restano tali e nel 2005 registriamo il tracollo alle elezioni regionali. Il clima di pessimismo e rassegnazione porta la maggioranza parlamentare di centrodestra ad approvare una nuova legge elettorale proporzionale e con liste bloccate. Mi viene cancellato il collegio e gli elettori non scelgono più il candidato. Alle elezioni politiche del 2006 il partito mi candida alla Camera dei Deputati in una posizione sfavorevole, al quattordicesimo posto in lista. Nonostante l’impegno non riesco ad essere rieletto. Le elezioni vanno male ed il centrosinistra torna al governo del paese. Non ho tempo per recriminare perché incalza la campagna elettorale per le comunali a Roma e da buon militante politico faccio anche stavolta il mio dovere. Perdiamo anche queste elezioni (e sono cinque di fila) e mi auguro che adesso possa aprirsi una seria riflessione sulle cause che hanno caratterizzato in negativo gli ultimi quattro anni. Comunque anche senza poltrona io ci sarò.
Si giunge alle elezioni politiche ed amministrative del 2008 con la positiva novità del Popolo della Libertà. Anche questa volta non ce la faccio ad essere eletto (sono candidato al 28° posto nella lista per la Camera nella circoscrizione Lazio 1) ma avendo vinto nel XIII Municipio di Roma vengo nominato assessore ai servizi sociali, alla scuola e all'emergenza casa. C'è molto da fare ed io non mi tiro indietro.
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